Negli anni ’90 si verificò una profonda rielaborazione del progetto, che portò alla nascita del molto più grande Super Hornet. Dopo l’acquisizione di McDonnell Douglas da parte di Boeing nel 1997, è proprio l’azienda Boeing a essere responsabile della produzione, dello sviluppo e dell’ammodernamento dell’intera flotta di Super Hornet e della loro variante da guerra elettronica. Boeing ha consegnato centinaia di questi velivoli che, dopo il ritiro dei leggendari F-14 Tomcat nel 2006 e degli aerei d’attacco A-6 Intruder, sono diventati l’unico tipo di aereo da combattimento a bordo delle portaerei statunitensi (fino all’arrivo dell’F-35C).
Aereo multiruolo imbarcato (Multirole Carrier-based Aircraft).
La denominazione unica “F/A” (Fighter/Attack – Caccia/Attacco), assegnata al momento dell’entrata in servizio, ha rivoluzionato la dottrina della US Navy. Per la prima volta, un unico tipo di velivolo era altrettanto efficace nel combattimento aereo quanto nell’attacco di precisione a obiettivi terrestri e marittimi nella stessa missione. Gli Hornet sono adattati a operazioni estremamente difficili dal ponte di una portaerei (sistema CATOBAR), che richiede potenti decolli con catapulta e atterraggi brutali con l’uso del gancio d’arresto. La famiglia si divide in due generazioni:
Hornet “Legacy” (F/A-18A/B/C/D): Velivoli più piccoli e leggeri, attualmente in fase di ritiro dalla US Navy, ma che costituiscono ancora l’ossatura dell’aviazione del Corpo dei Marines (USMC) e di molti Paesi alleati.
Super Hornet (F/A-18E/F): Velivoli decisamente più grandi e moderni, con maggiore autonomia e capacità di carico. La versione “E” è monoposto, mentre la “F” è biposto, spesso impiegata in missioni che richiedono un operatore dei sistemi d’arma.
EA-18G Growler: Variante specializzata del Super Hornet (basata sulla cellula dell’F/A-18F) destinata alla guerra elettronica. Il suo compito è disturbare i radar nemici e i sistemi di difesa antiaerea, garantendo un “ombrello di sicurezza” ai gruppi d’attacco.
L’utilizzatore principale e più grande è la Marina degli Stati Uniti (US Navy), che opera esclusivamente Super Hornet e Growler, e i Marines statunitensi, che continuano a impiegare le versioni più vecchie C/D (in attesa del completo passaggio a F-35B/C). L’Hornet si è rivelato anche un enorme successo all’esportazione, apprezzato per l’affidabilità (due motori sono cruciali per la sicurezza dei voli sopra il mare) e la versatilità. Tra gli utilizzatori figurano:
Canada e Australia: Operatori di lunga data che modernizzano le loro flotte (l’Australia ha acquistato anche Super Hornet e Growler come soluzione ponte verso l’F-35).
Spagna, Finlandia, Svizzera: Paesi europei che hanno scelto l’Hornet come principale caccia multiruolo. Finlandia e Svizzera hanno deciso negli ultimi anni che il successore dei loro Hornet sarà l’F-35, tuttavia il processo richiederà anni.
Gli F/A-18 sono tra i velivoli da combattimento più impegnati al mondo. Il loro battesimo del fuoco avvenne durante l’operazione in Libia nel 1986 (operazione El Dorado Canyon). La vera prova fu Desert Storm (1991), dove gli Hornet dimostrarono la loro multiruolo, abbattendo MiG iracheni e bombardando obiettivi terrestri nella stessa missione. In seguito parteciparono alle guerre nei Balcani, costituirono l’ossatura delle forze d’attacco durante le operazioni Enduring Freedom in Afghanistan e Iraqi Freedom in Iraq, sganciando migliaia di tonnellate di bombe di precisione e fornendo supporto ravvicinato alle truppe terrestri. Furono fondamentali nell’intervento in Libia (2011) e nelle operazioni in corso contro ISIS e altri gruppi terroristici in Medio Oriente.
Parametri chiave ed evoluzione (Super Hornet Block III)
- Il Super Hornet, nonostante la somiglianza visiva, è circa il 25% più grande dell’Hornet classico. Ha il 33% in più di carburante interno, un raggio d’azione maggiore del 41% e più potenti motori General Electric F414. Le sue prese d’aria hanno una forma rettangolare (a differenza di quelle arrotondate delle versioni più vecchie), il che aiuta a ridurre la segnatura radar.
- Robustezza: Carrello rinforzato e struttura della cellula sono progettati per resistere a migliaia di atterraggi brutali su portaerei, rendendolo uno dei velivoli più resistenti al mondo.
- Ammodernamento Block III: Lo standard più recente, che la US Navy ha ricevuto negli ultimi anni, garantisce che i Super Hornet rimarranno in servizio ben oltre il 2030, operando come complemento all’F-35C.
La versione Block III comprende:
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Serbatoi di carburante conformi (CFT): Montati sul dorso della fusoliera, aumentano l’autonomia senza occupare punti d’attacco per l’armamento e senza aumentare la resistenza aerodinamica.
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Cockpit avanzato: Sostituzione di molti strumenti analogici con un unico grande schermo touch.
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Radar AESA e capacità net-centriche: Un potente radar a scansione elettronica attiva e sistemi che consentono lo scambio di dati in tempo reale con F-35 e navi (sensor fusion).
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Vita operativa estesa: Rinforzo strutturale che consente di raggiungere fino a 10.000 ore di volo
Grazie alla sua onnipresenza nei media e nella cultura pop (incluso il ruolo da protagonista nel film "Top Gun: Maverick"), la caratteristica sagoma del “Calabrone” con i piani verticali inclinati è un’icona dell’aviazione navale. Il set di mattoncini F-18 Strike Fighter Hornet (Reobrix 33022) è una chicca per i fan di “Top Gun” e della tecnologia militare. Il modello, composto da 1387 elementi, permette di costruire una replica dettagliata di questa macchina da combattimento, includendo il massiccio carrello, le estremità alari ripiegabili (caratteristica dei velivoli imbarcati) e un ricco set di armamenti esterni.
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